7 serie TV simili a The Boys: cosa guardare dopo il finale

CollezioniHlib Chahan
17 giu 20267 minuti
The Boys

© Amazon Prime Video

Nell'ultimo decennio il genere supereroistico si è trasformato: da adattamento fumettistico e blockbuster estivo è diventato qualcosa di molto più complesso di un semplice intrattenimento. Alcune serie continuano a seguire le regole classiche, dove l'eroe salva il mondo e il male viene punito. Altre rompono questo schema e si chiedono cosa significhi davvero essere un eroe, quando dietro il costume e le belle parole c'è una persona in carne e ossa, con potere, debolezze e desideri oscuri.

The Boys appartiene chiaramente alla seconda categoria. È una satira spietata su un mondo in cui i superpoteri sono diventati un affare, gli eroi sono brand mediatici e salvare vite umane conta spesso meno di una buona immagine davanti alle telecamere.

Dopo il finale, la domanda «cosa guardo adesso» è più che legittima. Ecco sette titoli che si muovono nello stesso spazio: dove il fumetto supereroistico non è solo uno sfondo per avventure, ma un modo per parlare di potere, identità e di ciò che accade a una persona quando ottiene più forza di quanta possa gestire.

Indice

Gen V

Gli eventi di Gen V si svolgono nello stesso universo di The Boys, ma il punto di vista si sposta sui giovani supereroi. I protagonisti studiano alla Godolkin University, un'istituzione d'élite per adolescenti con poteri soprannaturali, formati per una futura carriera da supereroi. Dietro la facciata del prestigioso campus si nascondono esperimenti, rivalità, manipolazioni e oscuri segreti di Vought.

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È la scelta più ovvia: Gen V è direttamente collegato a The Boys. Stessa brutalità corporativa, stessa idea che il superpotere non renda le persone migliori, stesso mix di sangue, satira e umorismo nero. L'unica differenza è che al posto delle star adulte troviamo ragazzi che il sistema spezza ancora prima che riescano a cominciare.

Invincible

A prima vista Invincible sembra la classica storia di un ragazzo che ottiene i superpoteri e cerca di diventare un eroe. Mark Grayson è il figlio dell'essere più potente del pianeta, Omni-Man. Ma ben presto la serie rivela che dietro la brillante veste animata si cela una storia molto più dura, che parla di potere, eredità, violenza e del costo del vero eroismo.

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Come The Boys, la serie demolisce l'immagine convenzionale del supereroe. Anche qui troviamo violenza scioccante, personaggi moralmente ambigui e la sensazione che chi ha poteri soprannaturali possa essere non un protettore, ma la minaccia più grande. Se in The Boys la decostruzione passa attraverso la satira, in Invincible lo fa attraverso il dramma, il conflitto familiare e conseguenze che fanno davvero male.

Peacemaker

Peacemaker racconta di Christopher Smith, un antieroe arrogante, rozzo e profondamente problematico, convinto di combattere per la pace anche se questo significa uccidere. Dopo gli eventi di The Suicide Squad, riceve una nuova missione, ma la serie svela progressivamente non solo il suo lato assurdo, ma anche i traumi, i complessi e il vuoto interiore che si porta dentro.

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Dopo The BoysPeacemaker offre lo stesso piacere di una storia supereroistica sporca, senza bisogno di retorica eroica classica. La serie è meno cinica e cattiva, ma smonta con altrettanto piacere la mascolinità eroica, i cliché patriottici e il personaggio di un uomo che cerca di sembrare duro mentre dentro è da tempo a pezzi. Tutto regge sull'umorismo nero, sull'azione sanguinolenta e sull'assurdo che, a poco a poco, rivela qualcosa di umano nell'eroe.

Preacher

Il protagonista di Preacher è Jesse Custer, un predicatore dal passato oscuro che ottiene un potere soprannaturale e parte alla ricerca di Dio. Ad accompagnarlo ci sono la sua ex ragazza Tulip e il vampiro irlandese Cassidy. Da lì in poi prende il via un mix selvaggio di satira religiosa, action sanguinolento, commedia nera e puro caos.

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Preacher non ha supereroi nel senso tradizionale, ma per spirito è molto vicino a The Boys. Entrambi non temono di essere rozzi, provocatori e assurdi. Molta violenza, personaggi moralmente discutibili e satira delle istituzioni: solo che invece di corporations e business supereroistico, qui si prende di mira la religione, la fede e il potere.

Doom Patrol

Doom Patrol è una serie supereroistica su persone che non hanno mai voluto essere supereroi. I loro poteri non sono arrivati come doni, ma come conseguenze di traumi, incidenti, esperimenti e catastrofi. Invece di un gruppo di salvatori perfetti, ci ritroviamo davanti a persone spezzate che a malapena riescono a stare insieme. La serie è molto strana, a tratti quasi assurda, ma dietro questa stranezza c'è qualcosa di vivo. Doom Patrol non si limita a prendere in giro il genere: mostra quanto sia difficile essere "speciali" quando quella specialità ti ha distrutto la vita.

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Se The Boys è una satira cattiva sul potere, le corporations e il marcio sotto la maschera dell'eroe, Doom Patrol parla più di trauma, autoaccettazione e persone che il mondo ha chiamato mostri prima ancora che capissero chi fossero.

The Umbrella Academy

In The Umbrella Academy ci sono bambini con superpoteri, un ricco "padre", una squadra di supereroi e una missione per salvare il mondo. Ma il centro della storia non sono i poteri: sono le conseguenze di un'infanzia in cui le persone venivano cresciute come progetti bellici, non come una famiglia.

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Un tempo erano un team famoso; da adulti non sono più eroi, ma persone traumatizzate, cariche di rancori, dipendenze, sensi di colpa e totalmente incapaci di comunicare tra loro. E naturalmente l'apocalisse aleggia sempre da qualche parte, perché in famiglie così non potrebbe essere altrimenti.

La serie non è così dura e cinica come The Boys, ma smonta ugualmente il mito delle "persone speciali". In The Boys i superpoteri trasformano gli eroi in merci, brand mediatici e strumenti di influenza. In The Umbrella Academy diventano parte di un trauma infantile, del controllo e di legami familiari lacerati. In entrambi i casi, i poteri non salvano i personaggi dai loro problemi: li amplificano soltanto.

Watchmen

Watchmen non è intrattenimento da divano in stile "sangue, battute e supereroi". È una storia più pesante, più seria, più politica. La serie mostra un'America alternativa in cui i vigilanti mascherati non sono diventati simboli di speranza. Al contrario, la loro storia ha lasciato dietro di sé violenza, paura e molte domande scomode sul potere.

Qui la supereroistica non serve per combattimenti spettacolari, ma per parlare di razzismo, violenza, polizia, memoria storica e del pericolo che si crea quando persone in maschera decidono di essere al di sopra degli altri.

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Di tono è tutt'altro rispetto a The Boys, ma nel senso più profondo è molto vicino. Entrambe le serie pongono la stessa scomoda domanda: e se le persone che chiamiamo eroi avessero semplicemente ottenuto troppo potere? The Boys risponde attraverso la satira, il sangue e il cinismo. Watchmen lo fa attraverso il dramma politico e conseguenze morali pesanti.


Tutte queste serie si ricollegano a The Boys a modo loro, senza copiarlo direttamente. Gen V espande lo stesso universo, Invincible mostra il lato inaspettatamente brutale della supereroistica, Peacemaker punta sull'assurdo e sull'umorismo nero, mentre Watchmen offre lo sguardo più serio sulle persone in maschera.

Chi vuole qualcosa di più simile a The Boys dovrebbe iniziare da Gen V e Invincible. Per l'umorismo folle, l'assurdo sanguinolento e la supereroistica bizzarra, meglio puntare su PeacemakerPreacher o Doom Patrol. E se dopo il finale si cerca una decostruzione più profonda del mito supereroistico, Watchmen è la scelta più potente.

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