Una nuova variazione della storia di Sherlock Holmes
Lo dico senza esitazioni: questa nuova versione televisiva delle avventure di Sherlock Holmes mi è sinceramente piaciuta. A prima vista, il progetto sembrava l’ennesimo tentativo di sfruttare un marchio celebre — soprattutto considerando che dietro c’è The CW, emittente americana più spesso associata a produzioni di genere piuttosto ordinarie.
E invece Sherlock e Figlia (titolo originale: Sherlock & Daughter) si rivela una serie molto più solida e sicura di sé di quanto ci si potrebbe aspettare. Sorprende piacevolmente grazie a una narrazione ben costruita, un’ambientazione suggestiva e interpretazioni convincenti, riuscendo a funzionare anche quando alcuni sviluppi risultano relativamente prevedibili.
Trama
📋 Sinossi
La storia si svolge nel 1896. Sherlock Holmes si ritrova coinvolto in una pericolosa cospirazione legata a una misteriosa organizzazione criminale nota come Filo Rosso (Red Thread), responsabile del rapimento dei suoi amici più cari. Mentre indaga sul caso, il grande detective è costretto a collaborare con Amelia Rojas, una giovane donna nativa americana la cui madre è stata recentemente assassinata. Poco alla volta nasce tra loro un’alleanza insolita. Mentre cercano di smascherare il complotto, Amelia è anche alla ricerca della risposta alla domanda più importante della sua vita: Sherlock Holmes potrebbe essere suo padre scomparso da tempo?
L’atmosfera della Londra vittoriana
La Londra di fine Ottocento mostrata nella serie appare sorprendentemente credibile. I creatori evitano di trasformarla in una cartolina storica troppo patinata. La città, al contrario, si presenta cupa, avvolta da tonalità grigie e spente che restituiscono efficacemente il clima dell’epoca vittoriana. Sebbene il budget non sembri paragonabile a quello delle grandi produzioni streaming, la messa in scena riesce a creare in diversi momenti una reale sensazione di ampiezza. Meritano un elogio particolare costumisti, scenografi e reparto artistico. Abiti, interni e piccoli dettagli d’epoca risultano autentici senza eccessi estetizzanti, immergendo rapidamente lo spettatore nel mondo del racconto.
David Thewlis nei panni di Sherlock Holmes
Un discorso a parte merita David Thewlis, che entra con naturalezza nel ruolo di un Holmes cupo, irritabile ma carismatico. La sua interpretazione del detective è tagliente, sicura di sé e talvolta quasi sgarbata — esattamente il tipo di personalità che il pubblico si aspetta dal leggendario investigatore. Allo stesso tempo, Thewlis arricchisce il personaggio con sottile ironia, una stanchezza silenziosa e una malinconia trattenuta. Guardando la serie viene spontaneo chiedersi: perché non aveva mai interpretato Sherlock prima d’ora? Il ruolo sembra calzargli perfettamente.
Amelia Rojas e una nuova dinamica
La principale novità della serie è il personaggio di Amelia Rojas, che assume di fatto il ruolo di interlocutrice e controparte intellettuale di Holmes — una posizione tradizionalmente occupata dal dottor Watson. Energica, indipendente e desiderosa di imparare, Amelia conquista gradualmente il proprio posto accanto al grande detective. A tratti il personaggio sfiora il cliché della «strong female lead», ma il suo percorso nella Londra vittoriana — una società dominata da rigide gerarchie razziali e di genere — conferisce alla storia un ulteriore livello di lettura. Va riconosciuto agli autori il merito di mantenere un equilibrio credibile che rende Amelia concreta e convincente.
Particolarmente riuscite sono le scene in cui Sherlock diventa di fatto il suo mentore. In questi momenti la serie introduce un’idea interessante: i metodi di Holmes non sono solo lampi di genio, ma un sistema che può essere appreso e replicato. Quando Sherlock si accorge che Amelia comincia a ragionare per deduzione e a trarre conclusioni corrette, la sua reazione lascia intravedere qualcosa di simile a un orgoglio trattenuto. Il loro rapporto assume gradualmente sfumature da maestro-allieva e possibili dinamiche padre-figlia. Anche se la verità sul loro legame resta incerta, il senso di parentela emotiva tra i due diventa sempre più evidente.
Quando Sherlock diventa… padre
Uno degli aspetti più intriganti della serie è l’emergere graduale dell’istinto paterno di Holmes. In questa storia, Sherlock è costretto a pensare non solo a enigmi e complotti, ma anche alla possibilità che Amelia possa essere usata dai suoi nemici contro di lui. Questo porta talvolta a momenti sorprendentemente emotivi. In una scena memorabile, Amelia si chiude nella sua stanza mentre prepara i bagagli, e Holmes — normalmente incarnazione assoluta del controllo — si trasforma improvvisamente in una figura paterna impotente e preoccupata, arrivando perfino a minacciare di sfondare la porta se lei non apre. Il sollievo sul suo volto quando finalmente la ragazza esce è di una sincerità disarmante. Momenti come questo mostrano un lato più umano di Sherlock Holmes, raramente esplorato negli adattamenti tradizionali.
Holmes e Moriarty: una rivalità familiare
Anche la dinamica tra Holmes e Moriarty viene gestita con un tono interessante. I loro incontri sono spesso attraversati da una qualità quasi giocosa, provocatoria. Questa chimica rende ogni scena condivisa particolarmente coinvolgente. Per certi versi sembrano meno nemici giurati e più vecchie conoscenze che conoscono fin troppo bene pregi e debolezze reciproche. A tratti il loro rapporto ricorda persino la dinamica tra Charles Xavier e Magneto negli X-Men, dove il conflitto supera il semplice schema eroe contro villain.
Moriarty, suo figlio e parallelismi inattesi
Un altro filone narrativo interessante riguarda la famiglia Moriarty. La serie introduce Daniel «Dan» Moriarty, figlio del celebre genio criminale, interpretato da Joe Klocek. Il personaggio diventa rapidamente importante nella storia. A differenza del padre, Dan appare più come un idealista in cerca della propria strada. In questo modo la serie costruisce un parallelo intrigante tra due generazioni: il brillante criminale e un figlio che forse non desidera seguirne il destino. Parallelamente nasce una sottotrama romantica tra Dan e Amelia, che aggiunge al racconto un tocco del tipico drama targato CW. Poco alla volta si delinea persino un potenziale triangolo sentimentale tra Amelia, Dan e il detective Swann.
Impressioni generali
La serie utilizza bene anche i personaggi secondari, che aggiungono colore al racconto. Ad esempio il detective Swann, interpretato da Antonio Aakeel, è un agente di Scotland Yard affascinato dalle nuove tecnologie. Spesso spiega a Holmes le invenzioni più recenti dell’epoca — dai telefoni agli ascensori — generando diversi momenti divertenti. Altrettanto piacevole è Lady Violet Somerset, interpretata da Fiona Glascott. Ufficialmente si occupa dell’educazione delle giovani destinate all’alta società, ma ufficiosamente non esita a dispensare giudizi taglienti e autorevoli. Il suo passato è inoltre legato sia a Sherlock sia alla madre di Amelia — una donna conosciuta come Little Dove, destinata a diventare sempre più centrale nella storia.
Naturalmente il progetto non è privo di difetti. Molti misteri risultano piuttosto semplici, alcuni colpi di scena si intuiscono in anticipo e certi temi vengono introdotti senza essere sviluppati fino in fondo. Tuttavia, la leggerezza narrativa, l’atmosfera convincente e il cast ben scelto rendono la visione piacevole e coinvolgente.
La serie riesce a bilanciare più elementi contemporaneamente: il possibile rapporto padre-figlia, la classica rivalità Holmes-Moriarty, una vena romantica e una colorita galleria di comprimari. Ed è proprio questa combinazione a renderla divertente da seguire, pur senza voler reinventare il genere investigativo.
Vale la pena vedere Sherlock e Figlia?
Se ami le storie di Sherlock Holmes ma sei aperto a una reinterpretazione fresca di personaggi familiari, la serie merita sicuramente una possibilità. Non è una produzione rivoluzionaria né il detective drama più complesso in circolazione, ma Sherlock e Figlia offre un punto di vista interessante: osservare il leggendario investigatore attraverso il prisma di possibili legami familiari e vulnerabilità emotive.
Alla fine emerge come una serie leggera, atmosferica e sorprendentemente carismatica — capace di rivelarsi una piacevole sorpresa per chi inizialmente si aspettava molto meno.
Informazioni sulla serie
🎞️ Titolo: Sherlock e Figlia
🔤 Titolo originale: Sherlock & Daughter
⏫ Numero di stagioni: 1 (nuovi episodi in sviluppo)
⏳ Numero di episodi: 8
⏱️ Durata episodi: 42 minuti
🪄 Showrunner, sceneggiatore: James Duff (The Closer, Major Crimes)
✍️ Creatore, sceneggiatore: Brendan Foley (Mies joka kuoli, Cold Courage)
🎬 Regista principale: Bryn Higgins (Maiorca Crime, Casualty 1900s)
🎭 Interpreti: David Thewlis, Blu Hunt, Ardal O'Hanlon, Fiona Glascott, Aidan McArdle, Kojo Kamara, Joe Klocek, Dougray Scott, Owen Roe, Seán Duggan
💻 Distributore: The CW (USA), Discovery+ (RU)
🇺🇸🇬🇧 Paese: Stati Uniti d'America, Regno Unito
📅 Data di uscita: 2025
